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Montemerano, un gioiello nel cuore della Maremma
Nella Toscana più autentica un borgo quattrocentesco tra splendide architetture e una gastronomia sopraffina
Proposte di viaggio - Italia
07/12/2016
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Tre poderose cerchia murarie che risalgono al Quattrocento, una piazza centrale che sembra una cartolina di altri tempi, stretti vicoli che si allargano in spazi silenziosi: siamo a Montemerano, frazione di Manciano, in provincia di Grosseto. Uno de I Borghi più belli d’Italia pronto a mostrarsi ai visitatori in tutta la sua suggestione. E, se il palato vuole la sua parte, ci sono tanti buoni sapori: un olio sopraffino, zuppe, sughi, verdure e carni deliziose.

Il centro è racchiuso all’interno di tre cinta murarie: la più antica racchiude la parte alta del paese chiamata “castello”; la seconda, fortificata all’inizio del Quattrocento dai Senesi con tre torrioni circolari, protegge il quartiere sorto nel Duecento sotto la rocca aldobrandesca; la terza unisce al borgo la chiesa di San Giorgio e il nuovo quartiere della prima metà del Quattrocento.

La nostra visita del borgo parte da via Italia: da qui si può imboccare uno dei pittoreschi vicoli e passeggiare fino a incontrare le piazzette dell’Antico Frantoio, oppure quella di San Martino e del Ritiro. In alternativa si può salire verso piazza del Castello, attraversando un arco che in passato era l’unico ingresso al centro abitato. La piazza è una elegante sequenza di edifici in pietra a vista con loggette ad archi, terrazze e finestre fiorite, in un gioco di linee e volumi create dai tetti di differente livello. Su un lato della piazza si trova il “palazzo”, sormontato dalla torre quadrangolare del cassero senese, in cui dimorarono prima gli Aldobrandeschi, poi i Baschi e i vicari senesi. In seguito, dal XV secolo alla sua soppressione nel 1783, l’edificio è stato sede del Comune di Montemerano. La zona alta del paese è completata da tre vicoli paralleli e da altre due piccole piazze, quella del Forno e quella del Campanile. Quest’ultima prende nome dal campanile della pieve di San Lorenzo, dalla splendida facciata.

Da vedere è anche piazza San Giorgio: ci si arriva ridiscendendo in via Italia, cuore del borgo medievale dove, tra archi e piccoli portici, si teneva il mercato. La piazza è uno spazio inclinato tutto di pietra, spalancato alla luce e all’aria della campagna. Sulla destra si trova la chiesa di San Giorgio, di origini trecentesche, ma consacrata – come dice la lapide sulla facciata - nel 1430. Si tratta dell’edificio religioso più importante della Maremma meridionale.
Lasciandosi alle spalle la porta di San Giorgio, si percorre la via dello Spedale, dove si trovava l’ospizio medievale, in funzione fino alla metà del Settecento. Dall’esterno si ammira la cinta muraria con i suoi bastioni.

Se la passeggiata ha aguzzato l’appetito, Montemerano è pronto a deliziare il palato dei suoi visitatori con mille prelibatezze e prodotti di eccellenza. In primo piano è l’olio, frutto di una selezione di olive frantoiane, moraiole, ragge e canine, ideale per condire al meglio primi piatti, zuppe, sughi, verdure e carni in tegame di origine contadina. Chi ama le carni non deve perdersi la “padellata” di cacciagione e la “scottiglia” maremmana, una specie di zuppa a base di pane raffermo condito con sugo di carni miste. Ma sono da provare anche i tipici tortelli, ripieni di ricotta fresca, erbette, spinaci e bietole, conditi con ragù di carne. Esiste anche la versione dolce, preparata con lo stesso ripieno, ma con zucchero e cannella al posto del sale. Altra specialità da scoprire è l’acquacotta, una zuppa di verdure dell’orto, più cipolla, sedano e pomodoro, arricchita da un uovo fresco, rotto sulla zuppa calda subito prima di versarla sul pane raffermo tagliato a fettine.



Articolo TgCom24

 
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